Commento al Vangelo di Don Giuliano: VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

L’uomo si è dato delle regole per poter avere la possibilità di abitare questo mondo insieme alle persone presenti nel corso della propria vita. Le regole cercano di promuovere e tutelare la vita delle persone affinché queste possano convivere, ma non è detto che tali regole siano giuste, ci sono sempre tante sfumature ed eccezioni da considerare che hanno spinto e spingono gli uomini a rivederle e a migliorarle. All’interno delle leggi umane, Dio si è pronunciato indicando nei comandamenti i riferimenti importanti per la vita delle persone: la sua legge riguarda la relazione fra noi e Lui dal quale poi derivano anche i rapporti con il prossimo e anche con sé stessi. I comandamenti di Dio si basano sulla fiducia reciproca fra Dio e l’umanità; osservarli significa garantirsi la benevolenza di Dio e la vita eterna. Riguardo alla legge, nel Vangelo, Gesù afferma che non è venuto ad abolirla ma a darne compimento. I comandamenti non vanno solo conosciuti, vanno rispettati e osservati, ma soprattutto accolti, sono parole di Dio, parole di vita pronunciate per la nostra esistenza. Quindi non si possono osservare solo formalmente, ma interamente; vanno accolti nel cuore e con il cuore. Se nel compiere le opere derivanti dall’osservanza dei comandamenti non ci mettiamo l’amore rendiamo evidente un distacco, una freddezza che denuncia il non pieno accoglimento della parola. Occorre superare l’atteggiamento degli scribi e dei farisei che ostentavano la loro osservanza in modo solo apparente realizzando solo in parte una certa giustizia che non soddisfaceva la piena osservanza della legge. Non dobbiamo limitarci a considerare i comandamenti nella loro singola enunciazione in quanto ogni comandamento si suddivide in miriadi di azioni che nella maggioranza dei casi non osserviamo. Non ci facciamo caso, ma quasi sempre affrontiamo i comandamenti con molta superficialità. I passaggi che ci invitano a una maggiore accoglienza e anche riflessione sono dettati da quell: “avete inteso che fu detto, ma io vi dico”. La logica e la giustizia di Dio cercano in noi una adesione forte, dettata dall’amore sincero; se viviamo tutto come un obbligo significa che non siamo entrati nel pensiero di Gesù che per amore ha donato sé stesso a beneficio di tutti. I comandamenti non sono una via senza sbocco, un tranello oppure una prigione, ma una via di libertà, una via in cui l’osservanza dei comandamenti ci custodirà (prima lettura). Nell’esempio presentato da Gesù ci viene detto che si può uccidere in tanti modi, si può tradire la propria moglie e il proprio marito in tanti modi, si può essere bugiardi in tanti modi senza apparentemente commettere azioni dirette, ma in realtà alla fine dei conti cadiamo dentro la rete del peccato che ci allontana da Dio e ci guasta il cuore. Guardiamo al Signore e impegniamoci a volere bene al nostro prossimo, a vederlo come un vero fratello e una vera sorella, a non offenderlo, a non mortificarlo, ad amare le persone padri e madri dei propri figli, a perdonare, a guarire le ferite inferte o subite per egoismo e infine ad essere sinceri, veri, trasparenti anche se con difetti e fragilità. Tutto ciò per non ingannare Dio, che non possiamo, ma anche per non ingannare noi stessi. 

Don Giuliano

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