Commento al Vangelo di Don Giuliano: MERCOLEDÌ DELLE CENERI

MERCOLEDÌ DELLE CENERI-INIZIO DELLA QUARESIMA

Ci sono giorni liturgici che celebriamo con più partecipazione, almeno numerica, giorni in cui ci sembra di avvertire qualcosa in più dal punto di vista della fede. Ci piace partecipare alla Messa la notte o il giorno di Natale, giorno che purtroppo trascorriamo sovrastato da lucine e regali e che dal punto di vista del cibo, diventa un giorno sciagurato per lo spreco alimentare che facciamo. Così pure la notte o il giorno di Pasqua, il grande giorno, l’alba nuova dell’umanità, lo viviamo con tanta distrazione e ci perdiamo l’annuncio della vita, della resurrezione e anche quel giorno non lo comprendiamo, lo riduciamo ad un giorno come gli altri così invece di viverlo nella luce, anch’esso lo copriamo con le velature dei nostri egoismi. Si tratta di celebrazioni come quelle della domenica in cui Dio volge verso tutti il suo sguardo d’amore, di aiuto, di perdono, ma che poi ci lascia indifferenti affogati nei nostri pensieri o meglio pensierini. Possibile non capire, possibile non rendersi conto di quello che siamo? Occorre fermarsi, occorre riflettere e pensare a quanti sguardi d’amore abbiamo perso nella nostra vita e poi ci lamentiamo di essere soli, poi sopraggiungono le difficoltà, poi ci raggiungono le grandi sconfitte e fallimenti che ci atterrano, infine sopraggiunge la morte. All’interno dell’anno c’è un giorno, quello di oggi, che fa da spartiacque fra la nostra indifferenza e la nostra attenzione fra il conoscere i limiti e le potenzialità di sé stessi, fra la nostra forza e la nostra debolezza; c’è un giorno che ci dice di rompere la routine e di prendere coscienza di ciò che siamo: siamo cenere e in cenere ritorneremo, frase che nella sua mestizia si rivela potente per darci una sveglia, una scossa che superi il torpore del vizio e ci indirizzi verso vita. Siamo polvere, ma amati da Dio, non dispersi, ma raccolti nel cuore di Dio. La quaresima che oggi iniziamo è un tempo per intraprendere il cammino verso la Pasqua e così riconoscere che dipendiamo da Dio, accettando umilmente la propria debolezza di creature, desiderando il suo sostegno, superando quell’arroganza che ci fa dire che ci salviamo con le nostre forze, superando l’orgoglio dell’autosufficienza, peccato che ci esclude da quella grazia di cui siamo destinatari per voler del Padre. Che i pensieri, le azioni, le preghiere, la carità e anche il tempo di questa quaresima siano vissuti bene per partecipare la comunione fraterna e la gioia piena della Pasqua. Buon cammino.

Don Giuliano

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