PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA

Questo tempo liturgico ci ricorda quanto sia pericoloso ricercare e realizzare quelli che potremo definire desideri legittimi come la felicità e il benessere, escludendo però Dio dalla nostra vita, dai nostri pensieri e dalle nostre scelte. Quando escludiamo Dio significa che abbiamo assecondato quel volere istigato dal male che ci separa e ci allontana da Lui. Sintomo di ciò è quando altri o anche noi stessi iniziamo dei discorsi del genere: “non sento più la presenza di Dio”, oppure, “Dio non esiste, non credo più a Dio”. In questi casi c’è qualcosa o qualcuno che ha preso posto dentro di noi, un posto scavato con il tempo che ha eroso una parte delicata del nostro cuore. Dio non ha creato l’uomo deficitario di qualcosa (prima lettura), anzi gli ha dato tutto quello che lo poteva rendere felice, ma è intervenuto il male con falsità e inganno a distruggere questo disegno di serenità. La conseguenza del primo peccato, come ci viene raccontato dal libro della Genesi, non è la nudità, ma la reazione alla nudità, come la vergogna, il desiderio di nascondersi; segni di diffidenza e di un rapporto rotto con il creatore. Le tentazioni. Come la mancanza del cibo debilita il corpo fino a portarlo alla morte così anche la mancanza della parola di Dio conduce alla morte, alla non vita. Facile è cadere nella tentazione che orienta l’attenzione verso tutto ciò che non è Dio e il tempo della tentazione è quando ci coglie maggiormente impreparati e più deboli del solito, più vulnerabili.
Nel chiedere una prova di fedeltà, Dio non pretende che gettiamo via la nostra vita o di sprecarla, ma di donarla. La generosità è uno dei segni alti della fiducia nei confronti di Dio, non è Lui che ci chiede tutto, ma è Lui il tutto. Così pure per quanto riguarda la tentazione del potere, essa è la più distruttiva in quanto ci pone nella condizione di voler diventare come Dio. Questa pur essendo una illusione è e rimane la più praticata e nella realtà provoca i danni più gravi. Il Signore, al contrario, ci insegna che il potere più grande è il servizio, impariamo e facciamo altrettanto.
Don Giuliano
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