SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA

Nel cammino quaresimale ci sono diversi richiami all’ascolto della Parola di Dio, uno di questi è proclamato anche durante la sosta sul monte della trasfigurazione. In un mondo assai frenetico ci resta sempre più difficile questa pratica, quasi ci appare come una perdita di tempo, ma posta all’inizio della quaresima essa ci avverte quanto sia necessario metterci in disparte, guardare le situazioni da una angolatura che rivela il significato delle vicende, dei pensieri, delle azioni. Gesù prepara i suoi discepoli, anche noi, a comprendere il significato della vita, del sacrificio, della salvezza, dell’amore gratuito di Dio. A parte lo stupore di fronte all’evento della trasfigurazione mai visto né immaginato, il senso della visione vuole richiamarci a quella bellezza che ci raggiunge e ci coinvolge nella nostra vita cristiana. La grande luce che avvolge le figure che si stagliano verso l’alto richiama il battesimo che ha impresso sul nostro volto e anche sul nostro corpo una precisa identità di figli uniti al Padre attraverso il sacrificio di Cristo che ha lavato nel sangue la sua veste e l’ha resa luce. La bellezza e l’amore non sono state custodite gelosamente da Dio, ma sono state donate, consegnate a noi, resi responsabili nel diffondere e veicolare la sua luce, la sua Parola ed il suo amore. Rende tristi saperci carenti di una consapevolezza, quella di non sentirci amati, ma oggi il Vangelo ce lo ricorda in maniera chiara che lo siamo. La partecipazione eucaristica è il momento più grande dal punto di vista dell’esperienza della fede, ma tante volte stiamo in chiesa un po’ come sulle spine. Eppure, il Padre parlando al nostro cuore ci ricorda che qui è presente suo Figlio, ci richiama all’ascolto e ad essere fiduciosi che nonostante molte siano le avversità della vita, l’esito finale sarà il regno, la potenza e la gloria nei secoli. L’ascolto della parola di Dio scalda i nostri cuori, illumina i nostri volti affinché siano raggiunti coloro che frequentiamo di più e anch’essi toccati dal nostro affetto conoscano meglio Dio. La croce continuerà a pesare e spesso a schiacciarci, ma dentro di noi non sortirà la sfiducia che il male continuamente tenta di seminare. L’immagine della trasfigurazione del Signore era destinata a rimanere impressa nel cuore dei tre discepoli, come tante immagini di amore lo sono nei nostri cuori. A cosa servono le immagini se non ad aiutarci a ricordare una emozione, un evento o qualsiasi altra cosa che ogni volta che la tiriamo fuori e la riguardiamo illuminano la mente e il cuore. Anche noi, se ci pensiamo, custodiamo nel cuore diverse immagini d’amore; Dio è dentro ogni amore che custodiamo nel cuore, pensiamoci… anche noi abbiamo visto… anche noi ci siamo dentro (con il battesimo) … godiamoci questo spicchio di resurrezione, di domenica in domenica, giorno dopo giorno.
Don Giuliano
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