Commento al Vangelo di Don Giuliano: TERZA DOMENICA DI QUARESIMA

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA

Il popolo di Dio durante l’esodo soffrì la sete manifestando così la necessità dell’acqua quale elemento naturale per sopravvivere, ma al tempo stesso si trattò di una circostanza che mise alla prova la loro resistenza e la loro fede in Dio “il Signore è in mezzo a noi sì o no?”, accompagnata da mormorazioni contro Mosè. Dio rispose donando loro l’acqua scaturita dalla roccia per mano di Mosè, il quale ubbidì al consiglio di Dio. Il Vangelo di oggi: per la sua ricchezza ci sono tanti passaggi importanti che ognuno dovrà rileggere e approfondire in quanto sono capaci di introdurci in quel rapporto intimo con il Signore che tanto ci aiuta e porta consolazione nella nostra vita. Si tratta dell’incontro di Gesù con una donna samaritana che rappresenta l’umanità, un’umanità povera, fragile, peccatrice che continua a cercare acqua che non disseta. Essa continua ad avere sete, ma di cose sbagliate di cose che la riducono al nulla, di cose dal valore molto effimero che non riescono mai a soddisfarla. In questo mondo c’è una corsa sfrenata per possedere ricchezze o terre o persone sulle quali esercitare il potere (riecheggiano le tentazioni di Gesù) e così ad affermare l’atteggiamento di supremazia e di ingiustizie sacrificando l’umanità, praticando violenze spietate. Gesù risponde alla sete dell’uomo (orientata verso situazioni sbagliate) con la sua sete; anche Gesù ha sete, ha sete di amore e di fede di quella umanità che ha incarnata. Nella donna samaritana Gesù incontra una persona non libera dai giudizi altrui, non libera neppure dal punto di vista religioso, legata ad una ritualità formale, di facciata. Le parole di Gesù non feriscono la donna, la richiamano alla verità, al valore inestimabile del suo spirito e della sua vita. Egli la libera da quel circolo vizioso che la tiene prigioniera e al tempo stesso le rivela la sua identità “so che deve venire il Messia”, dice la donna, “sono io che parlo con te” risponde Gesù. La samaritana ha incontrato in Gesù la sorgente di acqua viva, quella che soddisfa ogni sete perché l’acqua viva che Egli dona è il suo amore. La donna lasciò lì al pozzo la sua brocca perché si sentì riempita da un amore che con gioia portò in città. Pure noi, ogni volta che incontriamo il Signore non possiamo rimanere quelli di prima; facciamo spazio dentro di noi, accogliamo il suo amore, diventiamo anche noi brocche, recipienti colmi di quell’acqua viva da portare agli altri, per orientarli verso la ricerca vera e alla scoperta di chi nel profondo può dissetarli. Amiamo Dio e amiamoci tra noi in spirito e verità tramite il nostro cuore, luogo privilegiato dell’incontro con il Signore, insieme alla nostra famiglia, alla nostra comunità; c’è bisogno oggi più che mai di travasare l’acqua viva, comunicarci l’amore di Dio che appaga ogni attesa in questa vita terrena per la vita eterna.

Don Giuliano

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