COMMENTO ALLE LETTURE E VANGELO DELLA DOMENICA

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Oggi termina l’ottava di Natale e inizia un nuovo anno civile. La liturgia ci riporta al momento della nascita del Signore; ci soffermiamo maggiormente sull’atteggiamento di Maria come Madre che alla vista dello stupore dei pastori “custodiva” e “meditava” nel suo cuore la vicenda. In quella mangiatoia avviene il più grande miracolo della storia dopo la creazione, il tutto si realizza nella semplicità delle persone e del luogo, povero e ricco allo stesso tempo, dove si concentrano tanti sentimenti e tanti sguardi che si concentrano su quel bambino, Joshua “Dio che salva”. Dio ha voluto in tutto e per tutto raggiungere l’umanità, attraverso il padre Giuseppe della discendenza davidica; in questo modo Gesù si è inserito nella linea del popolo eletto eseguendo la circoncisione per essere ebreo al cento per cento. Di questa nascita speciale ed unica ne parla San Paolo (seconda lettura) rimarcando che quel figlio nacque da donna e nacque sotto la legge affinché questa fosse superata e per poter ottenere non per meriti, ma per dono, l’adozione a figli e tutta quella grazia per avere accesso all’eredità, alla salvezza, alla partecipazione al regno del Padre. Risuonarono in quella notte le parole e l’annuncio degli angeli che annunciavano la pace, una pace visibile nella presenza di Dio in mezzo all’umanità, un Dio che volgendo il suo volto verso di essa le dona la pace (prima lettura). Sicuramente nello scambio di sguardi e in quei volti che incrociavano il volto del bambino, il cuore di Maria sarà rimasto aperto alla meraviglia che stava sperimentando. Ciò porta anche noi oggi a considerare quanto sia importante raggiungere con il nostro sguardo benevolo, come benedizione verso il prossimo, le persone che incontriamo. Quanto è bello uno sguardo che rassicura, che ti dona la pace che arriva al cuore attraverso gli occhi. Invece quanti sguardi cupi, pieni di rancore, di rabbia, di pianto e di sofferenza incontriamo; credo che accada tutto questo perché non siamo concentrati come i pastori su Gesù, siamo concentrati su di noi e cosa possono testimoniare tali sguardi? Cattiverie, invidie, odio, sguardi senza speranza, sguardi privi di entusiasmo, sguardi sfocati e non limpidi come quelli che ricercano il bene. In un giorno come questo, in cui ci si augura di iniziare bene l’anno nuovo, si sappia che non può iniziare bene senza l’aiuto dall’alto, quello dello Spirito Santo, che ci aiuta a riconoscere il Padre, a riconoscerci come fratelli in Gesù fatto uomo e a vederci impegnati nel costruire la pace, quella vera dentro di noi e fra di noi per esplodere di gioia nella gratitudine verso Dio che ci dona sua Madre come nostra Madre. La Madre Maria ci aiuti a custodire le cose buone del cammino della nostra vita, ci aiuti a meditare per affrontare meglio i nostri impegni e la pratica dei nostri propositi buoni e necessari per ottenere la pace. Infine, oggi ricevendo la benedizione solenne, tanto cara a San Francesco, riusciremo a trasmettere l’augurio di Dio, tramite i nostri volti, di pace sincera? Proviamoci, la pace inizia dentro di noi e intorno a noi e poi con l’aiuto di Dio sconfina e raggiunge tutti.

Don Giuliano

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