Omelia della 3° Domenica di Quaresima

Ecco l’Omelia proposta da Don Giuliano per questa 3° Domenica di Quaresima – 15 Marzo :

III DOMENICA DI QUARESIMA. Oggi ascoltiamo il brano del Vangelo di Giovanni, capitolo quarto: l’incontro fra Gesù e la samaritana. Come tutti gli incontri e i dialoghi in particolare quelli riportati da Giovanni (Nicodemo, la samaritana, i discepoli, Maria di Magdala) Gesù si rivela salvatore, ma più che altro cercatore di umanità. Quella donna, senza nome, scopre dentro di sé la vera sete, scopre Colui che è capace di soddisfare tutte le aspirazioni. La samaritana incarna la condizione di una umanità non realizzata e ferita dalle vicende della vita (i suoi tanti mariti che non hanno dato stabilità alla sua affettività), una umanità smarrita, fatta di troppe cose o situazioni che fanno perdere l’essenziale, quello di riscoprire chi siamo, immersi nelle nostre fragilità. In questo periodo storico stiamo riscoprendo quanto sia importante e bello comunicare fra le persone, tirare fuori nei nostri messaggi parole come speranza, fiducia, preghiera, povertà, comunità, Messa e sarà ancora più bello quando potremo parlare di nuovo guardandoci negli occhi. Me lo immagino il Signore che parla faccia a faccia con quella donna di carnagione bruna con gli occhi neri profondi più del pozzo di Giacobbe che portano dritti al cuore, lì dove vive l’amore. Il Vangelo ci ricorda che Gesù ci cerca, ci incontra, ci parla: “dammi da bere”; cosa possiamo dare al Signore che non ha? Eppure Egli chiede perché ha molto di più da darci di ciò che chiediamo (se lo chiediamo). Egli domanda, perché possiamo accorgerci che non siamo cani sciolti che vagano senza mèta ma siamo sue creature, suo popolo. È anche vero che ci accorgiamo di certe cose quando queste vengono davvero a mancare. Le circostanze che stiamo vivendo ci aiutino ad apprezzare di più le nostre relazioni e anche la nostra spiritualità alla quale non diamo tutta l’attenzione e la cura che merita. Il dialogo con la samaritana è tutto in crescendo, se gradualmente la donna si rivela nella sua condizione anche il Signore fa altrettanto: “Se tu conoscessi il dono di Dio…chi è colui che ti parla…”. Poi la donna: “vedo che sei un profeta…so che deve venire il Messia”. Infine Gesù: “sono io che parlo con te”. Siamo invitati a seguire questo tipo di dialogo che nasce dal confronto attento e leale con la Parola di Dio per progredire nella nostra “conoscenza” di Dio che non ci giudica come nel caso della samaritana, ma ci apre gli occhi e il cuore affinché ci possiamo innamorare di Lui. E ancora torno sulla situazione che stiamo vivendo in questi giorni di ansia, panico e comunque di preoccupazione; nel colloquio con la samaritana, Gesù ci svela come adorarlo e pregarlo aldilà del luogo: “in spirito e verità”. Ebbene in questi giorni preghiamo in casa, in famiglia, genitori e figli insieme per poi tornare a dissetarci alla vera acqua che toglie qualsiasi sete. Il Signore ci dà la sua vita, dono presente nei nostri affetti, affinché non ci manchi niente e sentiamo Dio vicino a noi. Quel giorno al pozzo in Sichem il Signore e una donna ebbero sete; se ne andarono dissetati senza averne bevuta neppure una goccia da quel pozzo; lei ci lasciò pure la brocca, segno quest’ultimo di un cambio di abitudini e di vita. Sia così anche per noi. 

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