Commento al Vangelo di Don Giuliano – XXVI Domenica Tempo Ordinario

XXVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Di fronte alle scelte spesso preferiamo seguire le nostre idee sempre. Ma le nostre idee sono sempre quelle migliori? Di fronte alle scelte sarebbe bene pensarci e il pensarci ci occupa la mente e il cuore, in poche parole ci coinvolge. Il Vangelo ci propone l’atteggiamento contraddittorio di due figli ai quali il padre chiede di andare a lavorare nella vigna. Il primo dice di no, poi ci ripensa e va; l’altro dice di si, ma poi non ci va. È ovvio che il primo ha assecondato la volontà e la richiesta del padre per cui ha fatto prevalere il suo rapporto con il padre anziché ignorarlo e fare solo la propria volontà deludendo così l’aspettativa del padre. L’indicazione evangelica riguarda il fatto di prendere in considerazione ciò che la Parola di Dio ci dice, di fare in modo che gli elementi della spiritualità cristiana vengano non solo conosciuti, ma realizzati. In gioco c’è la salvezza, c’è la buona relazione con Dio; dissociarci in modo anarchico esclude questa prospettiva. Le dure parole di Gesù nei confronti dei sacerdoti vogliono ridestare in tutti il fatto che qui non si tratta di una lotta fra classi sociali, in quanto non è detto che i pubblicani e le prostitute si salvino per ciò che essi sono e fanno, ma per il fatto che loro hanno creduto alle parole del Signore e si sono convertite a Lui. Si tratta invece di interrompere la falsità di un mondo che gioca tutto sull’apparenza; è bello e buono tutto quello che sembra bello e buono, ma ne siamo sicuri? Purtroppo sono proprio i fatti di cronaca che smentiscono questi nostri giudizi, quando persone ritenute irreprensibili dimostrano tutto il male che portano in se. Si fa bella figura quando rispondiamo di si a tutti, ma poi tradiamo la fiducia quando non ottemperiamo gli impegni.  Per superare quelli che sono i nostri limiti oggettivi, l’apertura alla parola e alla volontà di Dio ci può aiutare perché si riconosca nel comportamento di Dio la vera giustizia. C’è anche da dire che in ognuno di noi non ci sono mai posizione nette, succede che constatiamo di avere in noi tante contraddizioni, ebbene non possiamo tirare avanti con tutti i nostri compromessi. Il Signore ci invita davvero a scegliere fra la vita e la morte (prima lettura) e San Paolo nella seconda lettura dice lo stile che dobbiamo praticare nella nostra vita: “ abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù”. Non si tratta solo di stare da una parte o dall’altra, ma decidersi di andare nella direzione di Cristo, dritti al suo cuore al fine di discernere il vero bene in mezzo a tanto male. Potremmo davvero fare nostra la preghiera del salmo odierno: “Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri…non ricordare i peccati della mia giovinezza e le mie ribellioni…” Ricordiamoci che quando diciamo di si al Signore, Egli non ci abbandona. Ciò sia di conforto a tutti gli indecisi

Don Giuliano

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