Commento al Vangelo di Don Giuliano : Pentecoste

PENTECOSTE

La persona dello Spirito Santo ci aiuta ad entrare nella vita di Dio, ci fa sentire la concretezza della relazione con il Padre, fa risuonare la Parola del Figlio. Lo Spirito Santo ci raggiunge come Presenza amorosa, non invade la nostra vita, né ci toglie dai nostri problemi, ma non ci fa sentire da soli. Egli ci aiuta nel superare debolezze, paure e anche le ansie che abbiamo. Così si esprime San Paolo che ascoltiamo nella seconda lettura della Messa vespertina: “lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza…con gemiti inesprimibili…secondo i disegni di Dio”. Per raggiungere Dio non occorre fare riflessioni, anche le più profonde, occorre invece accogliere Colui, lo Spirito, che si avvicina e sussurra al nostro cuore la dolcezza e la grandezza di un amore rivolto proprio a noi; lo Spirito ci aiuta a scoprire l’amore permanente di Dio, opera in modo stretto nel legame cuore-intelletto. La sua azione, di conseguenza, ci cambia da scorbutici, freddi e distanti a innamorati di Dio. Lo Spirito ravviva la nostra vita, la rende attiva, la proiettata verso il futuro. Possiamo anche sottrarci dall’azione dello Spirito, ma ci sottrarremo dal futuro, ci sottrarremo dal senso e dal fine di tutto, ci sottrarremo dalla stessa creazione della nostra vita, ci dissoceremo da tutto. La discesa dello Spirito Santo è pienezza dell’evento pasquale che favorisce la comunione nella comunità e l’aiuta nell’azione missionaria di annuncio salvifico verso tutta l’umanità. Cosa dire se non accoglierlo affinché trasformi la nostra intera vita? Egli è colui che ci guida verso la verità, ci dà forza e coraggio nell’attraversare le paludi esistenziali, ci sprona a rendere giustizia alle opere di Dio portando la nostra testimonianza a tutti. Abbiamo da annunciare Dio, non scordiamocelo! Questo nostro mondo grida la sua difficoltà verso Dio, verso la fede, verso la Chiesa. Ci sono dati delle indagini di agenzie specializzate sugli orientamenti e scelte di fede in Italia che sono impressionanti: sono raddoppiate le persone che si definiscono atee, non credenti, agnostiche, sono dimezzate le percentuali delle persone cosiddette praticanti; è diminuita la fiducia verso la Chiesa. Oggi la missione della testimonianza è urgente più che mai. Ognuno è chiamato ad annunciare la propria vita in Cristo, ma se non viviamo noi per primi questa condizione, cosa possiamo annunciare? In virtù del fatto che abbiamo ricevuto lo Spirito, siamo abilitati a darne testimonianza per rivelare tutto ciò che il Signore non ha detto e fatto secondo quanto espresso nella colletta, rivolta a Dio, della Messa del giorno: “diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo”. Proseguire questa azione in modo credibile e convincente è il compito di tutti i credenti, nessuno escluso.

Don Giuliano

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