Commento al Vangelo di Don Giuliano : S.S. Trinità

SANTISSIMA TRINITÀ

Si tratta di una solennità rassicurante che fonda le sue origini liturgiche nell’alto medioevo, esprime l’alta e perfetta comunione che c’è in Dio.  In questa comunione siamo stati inseriti attraverso il battesimo, ma per le nostre fragilità non siamo realmente consapevoli di cosa abbia provocato in noi quel “contatto”. Quelli che ascoltiamo oggi sono gli ultimi cinque versetti del Vangelo secondo Matteo e mostrano quale sia la realtà della nostra umanità, non più da sola e abbandonata a se stessa, ma aiutata costantemente dalla forza della resurrezione del Signore. Ciascuno di noi non può manifestare il volto di Dio se non attraverso una comunione visibile ed un comportamento retto rispetto al mandato e potere ricevuto dal Signore.  Il potere che ci da il Signore consiste nel superare il potere umano che ricerca ricchezze instabili, mentre la vera ricchezza sta nella presenza permanente del Signore: “io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”. Siamo lontanissimi dalla percezione e dall’efficacia di queste parole perché a quella presenza anteponiamo la nostra, ma noi siamo copie, non l’originale; l’originale è uno solo Dio, nella comunione perfetta del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Siamo lontani dalla comunione perfetta della SS. Trinità, ma rischiamo di essere lontani anche dalla comunione umana, dalla solidarietà, dal mettere in comune i nostri beni, quando sappiamo che quei “nostri” sono un qualcosa di molto relativo. Riconosciamo la condizione dei discepoli simile alla nostra nonostante tutta una storia lunga venti secoli in cui nel mondo si è diffusa la Parola di Dio, il cammino della chiesa non sempre è stato ed è retto e limpido; ancora oggi la nostra vita si trova immersa nei dubbi, nelle perplessità, ancora non c’è quella testimonianza piena che la fede reclama, ancora facciamo fatica. Ma il Signore gioca la partita con le carte che ha, Lui si affida a questa nostra debolezza per poter operare; non affida il compito di annunciare il Vangelo a dotti o sapienti, ma a coloro che gli offrono la possibilità di essere da Lui accompagnati. Solo con Lui conseguiremo la vittoria. Siamo già eredi e chiamati a partecipare alla gloria di Cristo nella piena accoglienza del dono dello Spirito che ci ha resi figli (seconda lettura). Il potere vero che la chiesa possiede risiede tutto in Dio, a lei e quindi a ciascuno di noi, il compito di rendere visibili le condizioni di comunione e di perdono e quelle dell’accoglienza e della carità. 

Don Giuliano

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