Commengo al Vangelo di Don Giuliano : DOMENICA DELLE PALME

DOMENICA DELLE PALME

“Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto confuso, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare deluso.” (Is 50,6-7). Questi due versetti che appartengono al terzo canto del Servo (prima lettura) dicono l’importanza dell’alto contenuto di fede che viene manifestato in questa domenica con l’ingresso in Gerusalemme da parte di Gesù, con il nostro ingresso nella settimana santa, affinchè ogni persona possa ravvivare la propria fede in un momento storico sommerso da tante crisi e tanti fallimenti umani, come tra l’altro, apparve al mondo anche il fallimento di Dio. Non deve illuderci l’entrata trionfale di Gesù nella città di David; soffermarsi su quel momento comporta l’entrare nel contesto fallimentare del mondo rappresentato da Gerusalemme dove inganni e ingiustizie la fanno da padrone, dove perfino Gesù ne subirà e ne accoglierà le conseguenze, ma con il solo fine di purificare l’umanità, redimendola dal peccato e dalla morte, aprendo a tutti coloro che lo vorranno l’accesso al suo regno e alla sua gloria. Passaggi questi ultimi ben espressi dalla seconda lettura. Non potendo commentare esaurientemente il brano della Passione mi soffermo su un passaggio significativo del brano: quel dialogo dalla croce fra Gesù e il ladrone “convertito” che è unico in Luca. Essendo il Vangelo secondo Luca particolarmente dedicato al perdono e alla misericordia, anche nel momento drammatico della crocifissione c’è spazio, c’è tempo per manifestare la salvezza. Pur riconoscendosi punito dalla giustizia e quindi colpevole, il ladrone riconosce rispetto all’altro l’innocenza di Gesù e se ne avvale perché possa nel suo regno trovargli un posto. La risposta di Gesù non smentisce l’apparato lucano della salvezza; Gesù risponde: “oggi sarai con me in paradiso”. Si tratta dell’ ”oggi”, incontro di salvezza per tutta l’umanità (oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Lc 2,11); dell’ “oggi” del cambiamento e guarigione proclamata nella sinagoga di Nazareth (allora cominciò a dire loro: Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato. Lc 4,21); dell’ “oggi” del perdono (Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua… Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo Lc 19,5.9). Quel ladrone anonimo è figura dei peccatori che chiedono, anche in una circostanza drammatica come quella della crocifissione, di stare con Lui e il Signore non se lo fa ripetere due volte; è ciò che attende da ognuno di noi sempre: di accoglierlo e stare con Lui.

Don Giuliano

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