Commento al Vangelo di Don Giuliano : XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Il Vangelo che la Liturgia ci propone oggi è il famoso brano riguardante l’incontro di Gesù a Betania in casa di Marta e Maria. Durante quell’incontro Gesù interviene alle parole di Marta che accusa la sorella di averla lasciata sola nelle faccende casalinghe e del servizio. La risposta di Gesù è molto chiara ma non vuole stigmatizzare il comportamento di Marta come sbagliato, vuole solo correggerlo affinchè anche nel caso dell’accoglienza e del servizio reso al prossimo non si perda di vista proprio il prossimo, in questo caso il Signore. Non si tratta della lotta fra l’ascolto e il servizio, si tratta di porsi in modo preciso verso l’uno e verso l’altro. L’ascolto risulta prioritario per poter comprendere a quale alto impegno la persona e la comunità sono chiamati a vivere. Si tratta di un ascolto che poi diventa comunicazione, evangelizzazione e come tale necessario per la crescita della fede. Il tutto legato alla propria vita quotidiana fatta di lavoro, servizi e azioni varie. L’errore in cui spesso si cade è considerare tutte queste cose separate e divise. Ciò porta anche a dei comportamenti che alla fine risultano nocivi per la propria responsabilità cristiana. Cosa dice il tipo: “ho lavorato e faticato tutta la settimana, per cui oggi, domenica, me ne sto a letto a riposare, non vado in chiesa, in fondo cosa aggiunge l’andarci? Aggiunge stanchezza, occorre prendere l’auto, trovare il parcheggio, troppa fatica, faccio da casa una preghiera; poi alla fine non faccio nemmeno quella perché mi dimenticherò”. Non sembra un bel modo di ragionare. Importante quindi è quello di non separare nettamente l’ascolto, la preghiera da quella che è la vita fatta di fatiche, lavoro, impegni, doveri. Con questo brano il Signore mette il dito dentro la piaga dell’attuale condizione in cui vivono i cristiani di oggi, separati, distanziati dal “contatto” con il Signore con il rischio di vivere comunque lontani sia quando uno si impegna nel lavoro, dissociato dal legarlo a Dio, sia nell’essere presente in chiesa, ma con il cuore da un’altra parte. Tutto accade perché mettiamo noi al centro di tutto, come sembra far intendere Marta che pur svolgendo il suo prezioso servizio sembra avanzare una critica verso il comportamento di Maria. Maria, come dice lo stesso Gesù, ha scelto la parte migliore (come se si trattasse di un pasto, di un alimento) che non le sarà tolta. In questo caso occorre ripartire da un ascolto sincero della parola di Dio, un tenere cara la presenza del Signore nella nostra vita in quanto costituisce la sorgente di tutto, della nostra formazione e crescita e della nostra capacità e qualità nel servire. Quindi pur mettendo la nostra vita a servizio del prossimo non dimentichiamoci mai di “stare” accanto al Signore nell’ascolto e come vedremo domenica prossima, nella preghiera.

Don Giuliano

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