XXXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Il discorso apocalittico di Gesù ci avvia alla conclusione dell’anno liturgico. La Parola di Dio ci orienta verso il termine di questo mondo, circostanze sconvolgenti che portano alla fine, ma non di tutto, in quanto si vedrà il ritorno del Figlio dell’uomo, Gesù. Potremmo ben dire che si tratta di un compimento nel quale si instaurerà il Regno definitivo di Dio. Questo tema della fine del mondo ha attirato la curiosità delle persone, fuorviando il senso delle parole di Gesù. Conoscere la data della fine del mondo a chi e a che serve? Se la fine è lontana ognuno continuerà a fare quello che gli pare, se è vicina dubito che avvengano conversioni di massa. Se conoscere il giorno e l’ora non è dirimente, lo è invece il fatto che la presenza di Dio ci accompagna sempre, tutti i giorni, tutte le ore, tutti gli attimi della nostra vita. Dovremo quindi utilizzare il nostro tempo e noi stessi nel modo migliore. La fine di ciascun mondo particolare accadrà e accade sempre: si avvera per le persone vittime della guerra, per coloro che muoiono di fame, per le vittime degli incidenti, per alcuni che affrontano operazioni chirurgiche, per chi muore improvvisamente. Possiamo così dire che ogni giorno è potenzialmente l’ultimo. Potremo anche superare il detto filosofico di Seneca, che diceva di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, con la frase ancora più forte conosciuta da noi sacerdoti che accompagna la celebrazione della Messa: celebra la Messa come se fosse la tua prima Messa, come se fosse la tua ultima Messa, come se fosse l’unica tua Messa. Con questo cosa voglio intendere? Intendo parlare della pienezza della vita, ovvero che a rendere piena la propria vita non siamo noi come spesso crediamo, ma è Dio che la riempie. Il Signore ci invita a leggere anche i segni e le situazioni della nostra vita per correggere rapporti e relazioni: un rapporto che sta diventando problematico richiede più cautela e fiducia; certe cose stanno andando troppo bene, è bene non abusarne ed aprirsi alla generosità. In questi casi anche i particolari sono importanti e necessari per mantenere rapporti vitali con tutti. Facciamo in modo che il nostro tempo si lasci raggiungere dal tempo di Dio per poter entrare in quella eternità non solo promessa ma già iniziata con il nostro battesimo. Si tratta di rimanere innestati nella Pasqua del Signore attraverso l’aiuto e l’ascolto della Parola di Dio, certi che se ancorati ad essa sapremo seguirla e metterla in pratica nella vita, rimarremo vivi per sempre.
Don Giuliano
Con grande gioia invio il mio segno di gratitudine🙏
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