Commento al Vangelo di Don Giuliano : I DOMENICA DI AVVENTO

ANNO C. I DOMENICA AVVENTO

Iniziamo un nuovo anno liturgico con la prima domenica del tempo di avvento che sembra proprio non iniziare bene dato che si parla di segni sconvolgenti, angoscia e terrore. L’evangelista ci trasmette questo passaggio di Gesù per richiamare la nostra capacità di attesa verso un qualcosa di nuovo che avverrà al di là delle catastrofi annunciate che significano i grandi mutamenti e difficoltà che ogni secolo porta con sé. Se ci pensiamo quanti cambiamenti e trasformazioni subisce la nostra società e il mondo intero: guerre, distruzioni, terremoti, cataclismi, il dominio prepotente del denaro, delle violenze e quindi della morte. Non è certo Dio che verrà a portare la fine e la morte, sarà quella umanità sopraffatta dal male che la provocherà, Dio invece viene a salvarla, invitandola ad alzare il capo. Le parole di Gesù costituiscono un avvertimento, non per aumentare la paura, ma per far crescere in noi il desiderio di un mondo nuovo, la speranza di una nuova realtà. Chi porterà la novità nel mondo sarà Dio stesso. Questa circostanza serve a ridestare in noi la presenza di Dio, il nostro pensiero e i nostri sguardi rivolti a Lui che spesso dimentichiamo e pensiamo addirittura alla sua non esistenza. La situazione sconvolgente porterà l’uomo a toccare la propria debolezza e i propri limiti; cosa possiamo fare? Il Vangelo ci dice soprattutto cosa non dobbiamo fare, ovvero non appesantirsi in dissipazioni, ubriachezze e affanni ma vegliare e pregare, essere sempre rivolti a Colui che viene nella gloria a liberarci dal male definitivamente. Il dramma purtroppo si verifica ogni volta che di fronte a tutte queste sollecitazioni continuiamo a non credere, a non attendere, a non vegliare, come se non avessimo bisogno di niente e nessuno, ma magari continuiamo ad avere fiducia su ciò che non può salvarci. Non lasciamoci vincere dalla rassegnazione di fronte a tante false sicurezze che crollano intorno a noi. Se perdiamo la speranza perdiamo anche noi stessi che pensando di salvarci alla fine ci isoliamo a discapito anche delle nostre relazioni. Seguiamo il consiglio oggi di San Paolo che prega il Signore affinché ci faccia crescere e sovrabbondare nell’amore e progredire nei buoni comportamenti. Infine, facciamo nostre quelle parole di addio di Gesù ai discepoli “io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo”; esse ci consolano e ci accompagnano nella vita. Difendiamo la nostra speranza, difendiamo quello che siamo, cioè figli di Dio, coltiviamo la nostra relazione con il Signore attraverso la preghiera e quel guardare in alto per evitare la distrazione, per non perdersi. Il Signore viene.

Don Giuliano

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