Commento al Vangelo di Don Giuliano : IV DOMENICA D’AVVENTO

IV DOMENICA D’AVVENTO

La grande forza dell’incontro fra Maria ed Elisabetta ci aiuti oggi a comprendere e a moltiplicare gesti concreti di accoglienza e riconoscenza gli uni verso gli altri. In quella visita le due donne condivisero i doni della grazia di Dio che aveva fecondato la loro vita. Dio continuamente viene nella storia, nella nostra storia, ci cerca per abitarci; quando lo sentiamo bussare non dobbiamo essere indifferenti, apriamogli subito il nostro cuore. Egli non aggiunge pesi alla nostra vita, anzi ci aiuta a portarli, non viene a condannarci, ma a perdonarci, non viene a chiedere, ma a donare sé stesso. Egli viene a visitarci per portare la sua benedizione che consiste nello stare con noi; Dio è per l’umanità la benedizione, la beatitudine che ci fa trasalire di gioia. Ogni volta che accogliamo la sua Parola e soprattutto il suo Corpo, siamo beati. Come ci dice la seconda lettura il nostro compito è preparare il nostro corpo per Dio e santificare così la nostra vita. Tornando all’incontro fra le due donne, la beatitudine di Maria riconosciuta da Elisabetta consiste nell’aver creduto alla Parola. Così anche noi, abbattiamo le nostre superbie, ostinazioni e orgogli personali e apriamoci all’ascolto fecondo della Parola e ad accogliere la fede quale dono disponibile per tutti. Quanto preziosa è la propria comunità e ogni persona credente che nell’incontrarla accelera il nostro cammino e la nostra crescita verso Dio; tutti siamo aiutati nel credere ogni volta che alla base dei nostri incontri comunichiamo gli uni gli altri questi aspetti così preziosi. Se leggiamo con superficialità le vite dei santi esse rimangono superficiali, cioè ininfluenti, incapaci di penetrarci, ma se davvero approfondiamo le loro esistenze, i loro scritti, i loro esempi, allora le loro storie diventano affascinanti e le loro vite attraenti. Così lo è il Vangelo di nostro Signore; se non ci attrae è sintomo di un ascolto frettoloso: è tramite la sua Parola che Dio viene a cercarci per incontrarci. In questo modo Dio ci raggiunge e come fece verso Elisabetta e Maria feconda anche le nostre esistenze; di per sé dovremmo già avvertire questa condizione in quanto l’essere diventati persone nuove è accaduto nel battesimo. Facciamo gli ultimi passi verso il Natale, non facciamoli da soli, ma insieme a tanti fratelli e sorelle per sobbalzare insieme di gioia e confinare le tenebre del male il più lontano possibile dalle nostre esistenze.

Don Giuliano

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