I DOMENICA DI QUARESIMA

Oggi la prima lettura ci parla dell’importanza del ricordo del cammino di fede del popolo d’Israele per iniziare così anche noi il cammino quaresimale tenendo conto della storia della propria esistenza che cambia col passare del tempo e del percorso di fede compiuto fino ad oggi. Nel Vangelo ci viene presentata la pagina delle tentazioni, modelli di tutte quelle prove verso le quali soccombiamo con facilità perché riteniamo la fede un qualcosa per cui non valga la pena combattere. In questo modo di fronte ad ogni tentazione siamo sconfitti in partenza e questa condizione arrendevole sminuisce e offende le nostre capacità, mortifica il nostro essere creature. È bene trarre, dal modo in cui Gesù affronta le tentazioni, l’esempio da seguire e terminare le nostre battaglie quotidiane mantenendo il nostro legame con Dio. Di fronte alle prove non sempre lo scegliere la via più facile è la scelta giusta. Da cosa si distingue una via facile da quella più dura? Dal fatto che spesso scegliamo per noi stessi, guardiamo al nostro tornaconto; se Gesù avesse scelto solo per sé avrebbe assecondato la volontà del tentatore, ma Gesù ha scelto di salvare noi. Se pensiamo che vivere la vita sia quella di perseguire solo finalità proprie ci sbagliamo. Guardiamo il primo caso, la tentazione della trasformazione delle pietre in pane. Pur avendo fame di cibo Gesù non risolve quella fame, perché ha da sfamare l’umanità con un altro nutrimento: la sua Parola. Vediamo la seconda tentazione, quella che riguarda il potere: l’avere potere comporta il grande rischio che se usato male produce danni incalcolabili, come le ingiustizie, le guerre e la morte. Il potere spesso consiste l’assecondare altri poteri dai quali a nostra volta rimanerne soggiogati a tal punto da diventarne schiavi, costretti ad inginocchiarci e porci al loro servizio dietro al quale c’è il male in persona. Gesù conosce chi lo ama e non tradisce la fiducia del Padre e non cade in quell’inganno il cui possedere le cose termina poi con l’essere posseduto da esse. Gesù utilizzerà il suo potere sulla croce, donandosi, per rendere visibile quell’amore verso il Padre e verso l’umanità. Infine la terza tentazione, ma non l’ultima, quella che ha come finalità il mettere in crisi il nostro rapporto con Dio, un rapporto che segue le nostre logiche e i nostri modi di pensare, quando in realtà Dio stesso ci ricorda che le sue vie e i suoi pensieri sono ben diversi dai nostri. Si tratta di una tentazione che gioca sul quel nostro modo di intendere la fede in Dio basata su una salvezza e protezione immediata, come se Dio rispondesse automaticamente ai nostri desideri quali quelli di far cessare guerre, malattie, sofferenze di vario genere e a causa del non avveramento di queste, incolparlo per la sua disattenzione, per la sua incoerenza o addirittura per la sua inesistenza. È su questa tentazione che molti cadono dal pinnacolo del Tempio e si sfracellano a terra. “Ho pregato Dio per mio babbo malato, ma Dio non mi ha ascoltato, Dio non esiste, Dio è una balla”. Ecco come ci frega il male, ci distacca talmente tanto da Dio che dopo è davvero difficile recuperare. Il male continua e continuerà a tentarci soprattutto quando siamo più deboli, ricordiamoci allora le parole dell’apostolo: “chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato” (seconda lettura). Resistiamo saldi nella fede.
Don Giuliano
Grazie per questo prestigioso servizio alla Parola di Dio. Buon cammino di Quaresima a tutti.
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