Commento al Vangelo di Don Giuliano: XXXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

XXXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Ogni volta che le circostanze e i ragionamenti ci conducono di fronte a quella che potremo definire la porta stretta della storia del mondo, quindi, della nostra vita, e ci assalgono curiosità o dubbi circa la nostra sorte, le parole di Gesù tendono a tranquillizzarci pur chiedendoci impegno e perseveranza nel fidarci di Dio. Ogni periodo storico, ogni generazione è attraversata da momenti drammatici e catastrofici nei quali l’umanità scopre la propria fragilità e la mancanza di forza per poter reagire. Gesù afferma la vicinanza di Dio in ogni circostanza della vita comprese quelle più difficili e invita a non dubitare dell’aiuto di Dio che giungerà a tempo debito; l’uomo tradisce, Dio no, l’uomo uccide, Dio no. Dio è permanentemente accanto a noi e da qui occorre ricavarne forza. In queste circostanze comprendiamo cosa significa lavorare sulla fiducia: occorre fare uno sforzo mentale e di cuore, non cadere nell’agitazione che conduce al disordine (seconda lettura) e allo smarrimento specie quando iniziamo a seguire questo o quello senza una benché minima idea dove terminare il proprio destino. Il proprio destino termina in Dio, dopo che ci siamo impegnati nell’ascoltarlo, tentato di seguirlo, nel fare il bene ovunque e comunque. Cosa fare di fronte ai tanti avvenimenti che ci sovrastano, dai quali siamo accerchiati con il rischio di perderci? Rimanere fedeli al Signore, capaci di saper ben distinguere la sua verità, suffragata dalla morte in croce, diversamente da quella dei ciarlatani e venditori di fumo, ingannatori che incontriamo in questo mondo. È preoccupante che il tradimento avvenga anche in quei luoghi che riteniamo sicuri come la famiglia o la chiesa. Laddove, ci sentiamo sopraffatti dalle difficoltà della vita è importante se non vitale, cercare di reagire e ancorarsi ancora di più alla fede, riconoscere il momento della prova, affrontarlo e lottare, portare luce nelle tenebre e il bene in mezzo al male. La forza giunge da Dio, ma anche da quella solidarietà che la comunità cristiana riesce ad esprimere. Se crolla il mondo, se crollassero tutte le chiese, Dio non crollerebbe e così l’uomo se è unito a Dio; verrà attaccato, sarà perseguitato e alcuni verranno uccisi, ma niente potrà distruggere l’amore, l’amore sopravvive sempre in quanto è opera di Dio e le opere di Dio sono destinate all’eternità. Dobbiamo imparare a leggere le situazioni difficili come prove da superare, come sfide da affrontare per giungere, grazie all’aiuto di Dio, a una soluzione che consiste nell’essere salvati. Per questo occorre riconoscere l’amore che Dio ci rivolge e indirizzarlo verso tutti, nei luoghi della nostra vita quotidiana, nella vita lavorativa, nella vita affettiva, nella vita comunitaria. Non dimentichiamoci: non si giungerà all’incontro definitivo con Dio senza essere passati dai sacrifici e dai dolori, questi hanno misteriosamente sempre un senso che qualifica davvero la nostra fede e che salvano … Perfino i capelli.

Don Giuliano

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  1. “La fede é fatta di fidelta’ ha una persona piu’ che aderenza ad una forma dogmatica “. Gabriel Marcel. Ti auguro buona settimana.
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