V DOMENICA DI PASQUA

In questa quinta domenica di Pasqua ascoltiamo una Parola che centra la nostra attenzione su Cristo, pietra angolare, intorno alla quale viene costruita la Chiesa. La Chiesa non è una massa disordinata e accozzaglia di persone, ma comunità, ogni persona converge su Cristo. In questo modo ognuno vive la comunione con il Signore impegnandosi in quelle che sono le proprie responsabilità e mansioni verso la comunità e il prossimo. Stare e vivere nella Chiesa espone alla visibilità, non esclude dalla fatica e dalle critiche, esse sono inevitabili, importante è non arrendersi nel compiere il bene stringendoci intorno a Lui; in questo modo comprendiamo la frase “non sia turbato il vostro cuore” pronunciata da Gesù per non allontanarci da Lui che in caso di difficoltà più marcate invita ad avere una maggiore fiducia nel suo aiuto e in coloro che sono legati nella comunione alla pietra angolare. Nella famiglia come in una comunità più ampia, ci si aiuta a vicenda, guardando sempre a Cristo, rendendo gloria a Lui che è al centro della vita di ciascuno. Si tratta di orientare a Dio ogni pensiero e ogni azione per il bene e la crescita della comunità. Nella seconda lettura emergono le differenze fra credenti e non credenti, questi ultimi addirittura ostacolano la crescita della Chiesa. Tutti abbiamo a che fare con persone e situazioni che non capiscono il comportamento dei credenti, ammesso che questo sia esemplare e buono, altrimenti con i brutti comportamenti diamo ragione a chi dubita della Chiesa e screditano Dio. Di fronte a situazioni alle volte confuse e non chiare, dato che si parla della nostra salvezza, è bene approfondire, come Tommaso nel Vangelo, riguardo a cosa fare, quale strada da percorrere. Del cammino di fede fanno parte le prove, comprese le domande come quelle rivolte a Gesù; chi non chiede niente non cammina, si sente arrivato forse solo perché circondato dalle proprie sicurezze, purtroppo insufficienti o peggio false per trasportarlo nella zona salvezza. Un ostacolo che spesso si frappone fra noi e il Signore siamo proprio noi, è il nostro orgoglio. Gesù ci ha rivelato tutto affinché possiamo seguirlo senza paura; questa, è causata dal fatto che non conosciamo la nostra meta e quindi la cerchiamo attraversando il mare magnum di questo mondo. Gesù ci indica che la meta è il Padre, è abitare nel suo regno e proprio Gesù ci indica la strada da seguire: Lui stesso. Le risposte alle nostre domande sono in Gesù, non nel nostro modo di intendere la vita e la libertà nel seguire la prassi “fai da te”. Se camminiamo da soli andiamo incontro non solo a dubbi, ma a pericoli in quanto l’uomo ha creato tante strade, che non sempre avvicinano a Lui. Gesù ci toglie da questa inquietudine ci invita a non fermarci alle nostre sicurezze confortevoli, ma andare oltre senza perderlo di vista. Se il brano del Vangelo ci tenta nel dare una sbirciatina all’aldilà, è bene sapere che queste parole sono rivolte al nostro oggi, in quanto seguire Cristo e vivere con Lui non è da rimandare al domani, ma è opportunità per l’oggi. Accogliere il messaggio pasquale illumina e rende feconda la nostra vita moltiplicando le buone opere, facendone addirittura di più grandi, come afferma Gesù al termine del brano; ma ricordiamolo, solo se uniti a Lui.
Don Giuliano
Lascia un commento