Commento al Vangelo di Don Giuliano: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA La

beatitudine di Maria riguarda sicuramente il fatto di aver dato alla luce il Figlio di Dio, beatitudine riconosciuta dalla donna che si rivolge a Gesù nel Vangelo (Messa vespertina), ma come correggerà Gesù, quello è uno degli esiti dell’aver accolto la Parola di Dio. Beati sono coloro che ascoltano, accolgono e vivono la Parola di Dio. Una beatitudine, quella di Maria, iniziata in questo mondo per lei e per tutti coloro che accolgono la Parola di Dio, ma che termina in cielo, nel Regno di Dio. La solennità dell’Assunta ci chiama tutti ad alzare non solo lo sguardo al cielo, ma a sollevarci da ciò che ci imprigiona e non ci aiuta ad ascoltare e quindi poi ad accogliere la Parola di Dio. La Parola di Dio si compirà nel momento in cui anche noi accederemo al Regno di Dio, quando quella immortalità donata dal Signore assieme alla fede e tramite la partecipazione eucaristica assumerà la sua completezza nella resurrezione. Al centro della nostra vita è Dio assieme alla sua Parola; il sì di Maria ha legato la terra al cielo, è stato creato un ponte, un legame, come lo era l’arca dell’alleanza, titolo applicato a Maria che ne ha vissuto il suo significato: essere luogo della presenza di Dio. Questa vicinanza fra cielo e terra non sia da noi dimenticata, ma quotidianamente percepita e vissuta. Maria compie la sua visita alla cugina Elisabetta in fretta (Messa del giorno) per sottolineare il desiderio che venga inaugurato un mondo nuovo. Gesù è la novità del mondo di tutti noi, ma ancora non lo abbiamo compreso, siamo troppo sottomessi al male che offusca i nostri sguardi e raffredda i nostri cuori, motivo in più per pensare e pregare lei Maria che ci precede in corpo e anima in paradiso. Maria ci sostiene nella crescita della fede nella Resurrezione in quanto il far parte del progetto di Dio Padre dà motivo a tutti per rinnovare intenzioni e impegno nella sequela, come ha fatto Maria, Madre e discepola del proprio Figlio.

Don Giuliano

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