Commento al Vangelo di Don Giuliano : Santo Natale

Santo Natale

Se la nostra nascita ci ha aperto allo stupore della bellezza della vita quanto più questa viene arricchita dal sapere che anche Dio è venuto su questa terra alla luce come noi! Dio ha scelto il modo della semplicità e della normalità per entrare nel nostro mondo. Dio è già nato nella storia, nella nostra storia, siamo ciascuno di noi il luogo, il posto, la grotta dove giunge la sua vita. La vita infinita ed eterna di Dio ci ha toccati e coinvolti, è entrata dentro di noi; così la vita limitata dell’uomo è entrata a far parte di quella di Dio. Dio non si è nascosto, si è reso accessibile, si è fatto visibile affinché potessimo guardarlo per meglio guardare noi. Con Dio così vicino e intimo abbiamo la possibilità di vivere nel modo più giusto e più vero. La gente continua ancora oggi a non accorgersi, è distratta; non si accorge che nella ordinarietà degli avvenimenti si rivela la straordinarietà. Più di altri anni avvertiamo il desiderio di vivere il Santo Natale pur nella difficoltà di non trascorrerlo come vorremmo; ciò ci dice che il Natale ha bisogno della nostra attenzione, ha un significato che va ben oltre i nostri desideri. Abbiamo con i nostri stili di vita e di pensiero adombrato il Natale del Signore e abbiamo celebrato il nostro natale, e non parlo di quello consumistico, ma di quello che desidera le dolci e belle parole del Natale: la famiglia, l’amore, l’amicizia, la serenità; ma se queste belle parole non hanno anima, non hanno una forma visibile, noi rischiamo di celebrare il nulla. Dio nel visitarci rinnova tutti contenuti di quelle parole che ci piacciono, vi aggiunge la sua divinità, e sappiamo tutti quanto abbiamo bisogno di quella divinità. Se non accogliamo Dio, se non ci accogliamo fra noi non ci accorgeremo di niente che possa illuminare le oscurità di questo mondo. Abbiamo bisogno di Dio, abbiamo bisogno della sua luce. Ne abbiamo bisogno perché oltre ad essere disorientati ci accorgiamo di essere vuoti, svuotati delle amicizie di persone care che non ci sono più, di paure che aleggiano dentro e fuori di noi. Questa brutta pandemia ha messo e continua a mettere in difficoltà tante persone: molte hanno perso i propri cari, o familiari o amici; molti hanno perso il lavoro mettendo a rischio la sopravvivenza della propria famiglia; molti hanno perso la fede e la fiducia in Dio oppure nella Chiesa, sperimentando l’abbandono. Dio ha cambiato casa, muovendosi verso di noi, perciò anche noi facciamo qualcosa per poterci avvicinare a Lui. Come Dio ha desiderato ricominciare la storia, così anche noi impegniamoci in questo Natale a far ripartire la nostra storia curandoci di più della vita di Dio in noi, ovvero, cercando di volere più bene a noi stessi, ma iniziando a voler più bene a Lui.

Don Giuliano

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