Commento al Vangelo di Don Giuliano : IV Domenica di Quaresima

IV DOMENICA DI QUARESIMA

Il Vangelo che andiamo a commentare oggi riguarda la parte finale del colloquio tra Gesù e Nicodemo, il fariseo buono. Gesù rivela il significato della sua futura morte in croce senza menzionarla, utilizzando il verbo “innalzare” per dire che fino a quando il Figlio dell’uomo non sarà innalzato non ci sarà salvezza per l’umanità. Questa similitudine è ripresa dal libro dei Numeri quando si narra della ribellione del popolo liberato che camminava verso la terra promessa e si lamentava e dubitava nei riguardi di Dio; gli ebrei morsi dai serpenti velenosi si salvavano nel guardare al serpente di bronzo innalzato da Mosè. Aldilà della drammaticità, nel Vangelo di Giovanni, il guardare Gesù crocifisso rivela non la sconfitta o il fallimento, ma già la vittoria, la vittoria dell’amore. In tal senso le parole di Gesù invitano a fidarsi, a credere al suo dono d’amore in quanto una volta scoperto, si apre all’uomo la via della vita, della salvezza. Ognuno di noi infatti dovrebbe riflettere su cosa comunica il crocifisso, quale messaggio, quale sentimento, quale verità rivela? Gesù nel Vangelo lo dice chiaramente: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Ciò non significa che se guardo il crocifisso io sono salvo, sono salvo quando colgo il significato di quell’avvenimento dentro di me. Ciò rende questa domenica una circostanza di gioia, siamo destinatari della vita eterna, della salvezza. San Paolo nella seconda lettura utilizza già il tempo presente “con lui (Gesù) ci ha anche risuscitato”. Abbiamo dentro la luce della vita eterna, non dobbiamo quindi, come il popolo ebreo nel deserto, dubitare o mormorare contro Dio, ma ringraziarlo e onorarlo con le nostre buone opere. L’incontro con Nicodemo ha caratteri caravaggeschi nel quale si incrociano luci e ombre. Le ombre della paura e dell’ignoto sono l’equipaggiamento del fariseo che viene accolto, amato dal Signore (rimane vero che il Signore ci giudica, ma prima ci ama); Nicodemo cammina verso la luce perché è uomo giusto, è uomo buono, docile; avverte che occorre uscire da quel mondo legalistico e anche incoerente nel modo di fare degli altri farisei nei confronti del popolo; egli era attratto dal bene e dalla luce che provenivano dalle parole di Gesù. Quell’incontro fu intenso e bello. Spesso accade che ricordiamo fatti che nella vita ci hanno portato sofferenza, ma quanto è bello e appagante ricordare ciò che è stato buono nella nostra storia…parliamo di quelle vicende che scaldano il cuore e ci fanno sentire bene. Come si fa, allora, a comprendere il comportamento di quelle persone che con molta disinvoltura e arroganza scrivono liberamente sui social che hanno scelto la notte, l’ombra, le tenebre, il male? Non si comprende. Si tratta di quella condizione desolante e mortale, frutto di scelte contrarie alla luce, di cui parla Gesù a Nicodemo. Possiamo pregare e dire: Signore, ogni volta che ti guardiamo “innalzato”, fa’ che il nostro cuore mai si distragga dall’avvertire il tuo amore per noi, affinché sempre possiamo scegliere la via del bene, la via della luce.

Don Giuliano

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