Commento al Vangelo di Don Giuliano : XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO.

La prima lettura parla dell’invidia e della superbia che le persone hanno nei confronti di chi manifesta la fedeltà al Signore; si tratta dell’opera del male che acceca i giudizi dell’uomo e lo portano a compiere gesti violenti ed efferati nei confronti dei più deboli. L’umanità è ancora condizionata dall’antico peccato, quello di voler diventare come Dio, e mentre il Signore ci rivela come fare per superare quest’inganno, noi continuiamo a non credere a Lui e a fare di testa nostra. C’è un mondo che mette alla prova le persone giuste e fa di tutto per farle perire; il Signore si colloca dentro quest’ultima categoria di persone, ma con il compimento della sua missione apre ad una svolta favorevole per tutti. Infatti nel Vangelo per la seconda volta in poco tempo il Signore annuncia la sua passione, morte e quindi la resurrezione, ma i discepoli discutono di altro, ponendo se stessi al centro dei loro pensieri, del loro agire e gareggiando fra di sè per aggiudicarsi importanza e grandezza. “Di che cosa stavate discutendo?” Chiede il Signore; i discepoli non rispondono perché ritengono tale questione riservata fra di loro (e già questo li distanzia dal Signore); pensano di fare tutto da soli, non comprendono il significato aggiunto che la presenza del Signore conferisce loro. Ma cosa possiamo fare da soli? Farci del male, distruggerci gli uni gli altri, rimanere schiavi dei nostri giudizi e del nostro egocentrismo. Ciò genera competizioni e contese, le quali portano a disordini e cattive azioni come ci ricorda San Giacomo nella seconda lettura. Abbiamo bisogno di centrare il nostro rapporto con il Signore perché con molta facilità ci perdiamo e ci allontaniamo dal suo regno e dalla vita vera. Non c’è dialogo con i discepoli, è come se il Signore parlasse un’altra lingua, come pure oggi non c’è attenzione al suo messaggio; l’aver colmato la distanza fra Dio e l’umanità tramite la sua presenza fisica sembra non aver prodotto effetti nel comportamento delle persone. Succede che anche noi, mentre il Signore ci parla, distrattamente continuiamo a pensare a noi stessi, mentre Lui pensa a noi. Proprio non ce la facciamo a considerare la vita all’insegna della donazione, della responsabilità, di una libertà che diventa libertà per tutti evitando tanti discorsi sul potere degli uni sugli altri. Più che distratta la nostra vita è del tutto fuori asse. Rimanendo sul tema del potere, il Signore ci accontenta tutti dicendoci: vuoi essere il primo? Sii ultimo! Vuoi esercitare il potere? Servi! La luce del suo esempio raggiunga tutti noi e non ci lasci indifferenti

Don Giuliano

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