Commento al Vangelo di Don Giuliano : XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

  Nel Vangelo di oggi la risposta di Gesù ad un interessato scriba è conosciuta dalla maggior parte se non da tutti credenti. Si tratta di definire fra i comandamenti quale sia il più importante; ciò non significa che gli altri siano da non considerare, ma di fronte a tante leggi e decreti attribuiti in parte a Dio, in parte a Mosè ci dovrà pur essere il più importante. Gesù risponde in modo cristallino: “il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi”. Il conoscere la risposta per noi credenti costituisce una grande responsabilità in quanto non basta la conoscenza, occorre l’applicazione. La prima lettura ci avverte che la legge di Dio tende a rendere felice l’umanità a patto che vi sia amore da parte dell’uomo verso Dio. Ciò viene rimarcato nella risposta di Gesù: quando amiamo Dio e ci amiamo fra noi, partecipiamo alla comunione della relazione trinitaria, in sintesi, assomigliamo a Dio. Se togliessimo di mezzo i due comandamenti da tutte le altre disposizioni crollerebbe tutto, priveremmo di significato tutte le restanti indicazioni, crollerebbe l’impianto stesso come un castello di carte. Tutto verrebbe reso privo di senso, la vita perderebbe la sua importanza e la sua sostanza. Con la sua risposta Gesù ci dice che la relazione con Dio precede quella con gli uomini, ma non è separata; il tutto è legato dalla condizione dell’amore. Il fatto che nella risposta di Gesù vi sia il brano riportato nel Deuteronomio preceduto da “Ascolta Israele” significa che quella disposizione diventa determinante per accogliere il grande comandamento. Ci sono dei commentatori che definiscono tale premessa il “comandamento zero”; senza la disponibilità all’ascolto e quindi all’obbedienza della Parola, il cosiddetto comandamento più importante, rimane solo una conoscenza culturale e non quel dato di fatto che costituisce il cuore della vita cristiana. Ascolta e obbedisci, ossia metti in pratica. Il verbo al futuro “amerai” imprime poi tutta la tensione e il dinamismo dell’esistenza guidata giorno dopo giorno al compimento del Regno di Dio…senza l’amore non c’è futuro…. c’è solo la tragicità di una vita trascorsa nell’immobilità e nella ricerca spasmodica di una libertà che non potrà mai essere raggiunta in quanto si è liberi solo in Dio.

Don Giuliano

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