Commento al Vangelo di Don Giuliano : III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Questa domenica è dedicata alla Parola di Dio, Parola unica ed efficace che soccorre l’uomo nelle sue povertà materiali e spirituali, la Parola per tutti, quella che significa vita per ogni persona destinataria della liberazione da tutto ciò che la costringe prigioniera in questo mondo. La Parola di Dio aiuta l’umanità a leggere la vita con gli occhi e il cuore giusto. La Parola di Dio non è una parola come tante, vuota o illusoria; essa comunica la consistenza dell’amore di Dio. Come non commuoversi al solo pensiero che Dio mai e poi mai abbandona le sue creature? Ci siamo mai commossi nell’ascoltare la Parola di Dio? Non si tratta di versare lacrime, ma accorgerci del contatto che essa crea dentro di noi, accorgerci che essa ci arriva dentro. Questo è quanto accadde durante la solenne liturgia, descritta nella prima lettura, del popolo rientrato dall’esilio, toccato dalle parole della legge, dai richiami alla fedeltà e messo nella condizione di iniziare una nuova storia. Ci accorgiamo che anche nel brano del Vangelo c’è un’atmosfera di attenzione come durante la preghiera presieduta da Esdra e Neemia. Ci troviamo nella sinagoga di Nazareth dove Gesù, dopo aver letto un passo di Isaia, ne proclama il compimento. Gesù è Parola divenuta carne, una parola che non solo parla, ma agisce, crea situazioni, fatti, cambiamenti. Il lieto annuncio si presenta attraverso le trasformazioni e i cambiamenti che il Messia opera, come ridare la vista ai ciechi, il dare libertà ai prigionieri. Le parole pronunciate da Gesù non sono solo da ascoltare, ma da vedere realizzate in azioni, da contemplare nella vita di tutti i giorni. Quell’avverbio di tempo pronunciato dal Signore “oggi” ci accompagna nella nostra quotidianità. In quell’oggi di Gesù (ripetuto nel Vangelo di Luca per dodici volte) c’è il cammino compiuto nella storia passata e assieme la prospettiva del futuro. L’attento ascolto della Parola, la meditazione e il discernimento toccano i nostri sentimenti e producono in noi l’impegno di ritrasmettere alle persone che incontriamo l’avverarsi dell’opera di Dio, un’opera che fugge i nostri calcoli, che passa dal Cristo e ci raggiunge nella nostra carne con l’abbondanza della sua grazia. Nella Parola è quindi intercettata la nostra vita che ne diviene parte: una realtà che dice quanto la nostra fede non sia basata su una idea, ma sul raccontare la vita insieme a Dio, raccontare quanto il bene sia capace di trasformare e guarire dal peccato. Tutto questo possiamo essere in grado di viverlo nella Chiesa costituita da persone che munite di doni diversi collaborano alla missione di Cristo (seconda lettura). Questo avviene “oggi”: ognuno decida oggi di imprigionare o liberare, di condannare o perdonare, di odiare o…di amare.

Don Giuliano

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