Commento al Vangelo di Don Giuliano : VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Amare è il verbo più bello e immenso che l’umanità conosca, allo stesso tempo è anche il verbo più difficile da mettere in pratica. Amare comporta una serie innumerevole di atti ad esso collegati che esprimono la varietà delle sue espressioni. Amare vuol dire volere bene, perdonare, aiutare, benedire, sostenere, donare; tante azioni che necessitano di un cuore orientato profondamente verso l’esterno di noi stessi, verso il prossimo e, come viene detto nel comandamento dell’amore, verso Dio. Amare fa sempre i conti con il contrario: odiare, volere e fare del male, sopraffare, maledire e schiacciare il prossimo, schiacciare anche il pensiero nei confronti di Dio, vedere in tutto ciò che è esterno a noi l’avversario della nostra vita. Il Vangelo di oggi vuole offrirci un messaggio che attraversa confini che vanno oltre i nostri pensieri invitandoci a raggiungere la mèta difficoltosa dell’amare i nostri nemici. Viviamo in una società nella quale si esalta la competizione, nella quale vige la legge del più forte e del più furbo, talvolta essa assomiglia ad una giungla, dove non ci si prende cura gli uni gli altri, ma nella quale si combatte fra persone a suon di presunte ragioni, ideologie, con prese di posizioni violente in cui non viene lasciato spazio a comprensioni, all’ascolto o all’accoglienza; alla fine le parole del Vangelo risultano inaccettabili, impossibili. Se viviamo a questo modo sarà una continua guerra, un massacro. Siamo convinti che per raggiungere la pace fra le persone, nella società o la pace fra i paesi del mondo occorra la giustizia; benché questa sia un’ottima condizione, Gesù ci insegna che sopra la giustizia e quindi anche sopra la legge, c’è l’amore. Il Signore ha portato nel mondo una nuova mentalità basata su una giustizia che va oltre quella umana in cui l’azione di Dio tende a recuperare e a salvare le persone e per questo motivo sullo sfondo di questa pagina di oggi c’è la croce, c’è non solo un segno, ma un sacrificio nel quale Gesù convalida la sua parola con il dono della vita spesa per amore nei nostri confronti. Compito di noi cristiani, avendo come riferimento Dio che continua ad amarci nonostante i nostri peccati, è quello di interrompere le logiche egoistiche presenti nella nostra società, vivendo legami e relazioni basate sul bene, non fermandosi alla regola del non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te, ma del fare agli altri quello che desideri venga fatto a te, praticando positivamente la regola d’oro del Vangelo di oggi. 

Don Giuliano

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