Commento al Vangelo di Don Giuliano : S. PASQUA

SANTA PASQUA 2022

Il sabato santo è carico di apprensione. Per coloro che sono abituati a preparare la ricca liturgia sembra che manchi sempre il tempo per fare in modo che tutto sia in ordine; per le persone che partecipano c’è il desiderio e il bisogno di ascoltare parole forti che smuovano le coscienze e diventino vitali. Certo più vitale dell’annuncio pasquale non c’è niente al mondo, in quanto la forza e la dinamica della resurrezione è tutta di Dio, ma in modo clamoroso la conseguenza della Pasqua, ovvero della vittoria della vita sulla morte, è partecipata a tutti. Si tratta di una condizione e convinzione che rafforza l’umanità, che spesso è chiusa nei propri sepolcreti, che limitata, non vede aldilà del proprio naso, circoscritta quasi in una riserva per animali. Così questo è il mondo di oggi con muri e distanze che dividono persone lontane e apparentemente vicine, ognuno che guarda e difende il proprio perimetro, le proprie consuetudini, il proprio tran-tran. C’è quindi in ciascuna persona una lentezza nell’assimilare cose nuove, notizie importanti, c’è curiosità, ma siamo diventati incapaci di stupirci. Davamo colpa alla pandemia, e forse in parte lo è, ma forse anche noi abbiamo commesso lo stesso errore delle donne che erano andate al sepolcro e avendolo trovato vuoto non sapevano darsi spiegazione; avevano dimenticate le parole preziose del Signore, non avevano creduto fino in fondo ai significati dei gesti e degli atteggiamenti di Gesù. Così è anche per noi, quando in modo distaccato non ci preoccupiamo di arricchire la nostra condizione spirituale. Talvolta quando siamo distratti accade che dopo esserci allontanati da casa non abbiamo portato con noi i documenti o i soldi e non potendo fare la spesa o altre cose siamo dovuti tornare indietro. Non dobbiamo lasciare indietro o addirittura perdere ciò che riguarda la fede, va portato con noi o meglio in noi, in quanto adesso, lasciato il ruolo delle donne, abbiamo da ricoprire quello degli uomini o degli angeli del sepolcro, cioè avvisare chi cerca il Signore e dire: “non continuate a cercare tra i morti colui che è vivo, è risorto”. Cerchiamo fra i vivi e quindi fra di noi che siamo nati in questa notte alla fede, perché il nostro battesimo ci riporta qui nel luogo invaso dallo Spirito di Dio. Rinnoviamo con maggiore forza di volontà e di cuore la nostra adesione al Signore, nel rimettere la nostra esistenza sotto il suo sguardo d’amore e di compiere tutto il nostro possibile per costruire e mantenere la pace in questo mondo schiacciato da ciò che Dio non è. Buona Pasqua. 

Don Giuliano

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