Commento al Vangelo di Don Giuliano: XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Assieme alla vita riceviamo diritti e doveri; obblighi e responsabilità che aumentano con il passare del tempo e delle situazioni intorno a noi. La vita di Dio che fa il suo ingresso nella nostra tramite il battesimo ci coinvolge e ci chiama ad essere profeti nel mondo che viviamo. Ci siamo chiesti in cosa consiste l’essere profeti? Se l’era chiesto prima di noi anche Geremia (prima lettura) che non aveva molta voglia di essere profeta adducendo di essere troppo giovane, ma Dio lo inviterà a non aver paura in quanto gli avrebbe garantito la sua vicinanza e il suo aiuto. Ma quando Geremia cominciò ad avvertire il pericolo e le minacce del popolo verso di lui, iniziò a lamentarsi, ma allo stesso tempo gradualmente a convincersi che Dio comunque l’avrebbe protetto. Questa condizione, nonostante siano trascorsi più di ventisei secoli, è in un certo senso rimasta la stessa. Anche noi non siamo sempre convinti che Dio ci protegga. Quando manifestiamo agli altri la nostra fede o comunque parliamo loro di Dio; spesso o non veniamo ascoltati o addirittura derisi, per cui come Geremia ci domandiamo ma chi ce lo fa fare? Ma Geremia nei versetti precedenti il brano di oggi si risponde convinto: “Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo.” Scoprirci amati da Dio cambia tutta la visione della nostra vita, aumenta in noi il coraggio, la pazienza, la capacità di perdonare, ma soprattutto di ricambiare l’amore di Dio amandolo nel prossimo. Siamo tutti invitati a svolgere il compito del profeta che parla a nome di Dio, non dobbiamo avere paura, ma coraggio, lo stesso al quale il Signore invita nel breve brano evangelico. Egli è chiaro: “non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo” e ancora quando dice: “chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.” Cerchiamo di affrontare con coraggio tutte quelle critiche rivolte a Dio, alla Chiesa, alla nostra fede; parliamo apertamente superando le paure dei giudizi, non c’è nessun motivo per indietreggiare, abbiamo un debito da restituire, un grande debito d’amore.

Don Giuliano

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