Commento al Vangelo di Don Giuliano: XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Nella nostra vita cristiana sentiamo molto parlare di Gesù, dagli anni del catechismo alle prediche dei sacerdoti, dai programmi televisivi a letture specifiche. Se qualcuno ci chiede se conosciamo Gesù, rispondiamo per quello che abbiamo sperimentato nel nostro cammino di fede, ma poi ci fermiamo perché ci rendiamo conto che non possiamo dire altro. Una domanda come questa ci fa sentire sempre impreparati e inadeguati nel dare una risposta che non possiamo inventarci, ma solo estrarla dal nostro vissuto. Se chiedessimo all’intelligenza artificiale chi è Gesù, essa ci risponderebbe con la sintesi delle risposte umane e sarebbe una sorta di risposta intellettuale basata su risposte derivanti da nozioni raccolte qua e là e sicuramente esatte dal punto di vista dottrinale della Chiesa. Eppure, questa domanda che il Vangelo riporta è decisiva per ognuno di noi, come lo fu per i discepoli. Riguardo alle opinioni degli altri, i discepoli riportarono risposte di personaggi già conosciuti, quindi niente di nuovo, la massa non avvertiva in Gesù una novità, anche se certe frasi pronunciate dopo i miracoli affermavano: “non si è mai visto una cosa simile in Israele” (Mt cap. 9). Anche il riportare le opinioni degli altri non è banale dato che viviamo in una società molto indifferente e non è che ci capita spesso di dialogare con persone fuori dal contesto comunitario e anche in questi casi ascoltiamo affermazioni imprecise, vaghe e generiche. Ciò che invece è importante è la nostra singola e personale risposta. Ma noi come la pensiamo? Abbiamo un nostro pensiero, una nostra risposta o ci nascondiamo dietro un dito e rispondiamo con una risposta teologica del catechismo? Gesù chiede chi è lui per noi, per me; una domanda che non esula dalla relazione, domanda non esterna, ma interiore. Il Signore attende da noi una risposta reale, autentica, non fasulla. Pietro risponde bene, vince il montepremi a nome di tutti, grazie all’aiuto ricevuto dall’alto, e così scopre meglio sé stesso. Non dobbiamo tirare ad indovinare, ma a fare nostra quella bella risposta “Tu sei il Cristo”, una affermazione, una verità da non affidare solo alla propria intelligenza, ma soprattutto al cuore. Inoltre, dato che il luogo della domanda scelto da Gesù non è un luogo qualsiasi (siamo a Cesarea di Filippo dove nella storia erano stati praticati vari culti pagani), oltre a conquistare la risposta, dobbiamo cercare anche di difenderla. Il dialogo di Gesù non si ferma qui; è come assistere alla scena di un film intitolata “dimmi chi sono per te e ti dirò chi sei”, e così accade. Pietro fa parte di un piano, gli viene affidata una missione che si allarga ad ognuno di noi; con lui diveniamo corresponsabili, capaci di aiutarci o di condannarci gli uni gli altri. Siamo anche noi piccole pietre, insicuri e fragili, ma il Signore ci chiede di essere riferimento della sua presenza, ci affida compiti che superano le nostre possibilità, ma ci invita a seguirlo, perché lo stare con Lui fa entrare e vivere il mistero della nostra vita. Sentiamoci partecipi di questa grande missione e favoriamo il più possibile a tutti l’accesso alla conoscenza di Gesù e al suo amore.

Don Giuliano

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  1. Il suo messagio e’ degno del mio apprezzamento, della mia considerazione e della mia 🙏 gratitude. Buona domenica a tutti.
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