Commento al Vangelo di Don Giuliano: XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Siamo continuamente in conflitto con gli altri e il mondo esterno perché abbiamo perduto il riferimento principale che non possiamo perdere di vista, il riferimento di Dio. L’amore di Dio riconosciuto nella nostra vita ci aiuta ad essere a nostra volta amorevoli e misericordiosi, capaci di perdonare i torti subiti. Come l’amore di Dio non segue un calcolo matematico, ma si affida al cuore stesso di Dio, così anche noi siamo chiamati a perdonare con il nostro cuore ovvero con una misura che va fuori dai parametri solo umani. Si tratta di mettere in pratica un esercizio che sovverte certe logiche mondane come quelle della vendetta e della ritorsione. La parabola raccontata da Gesù ci dice che il perdono sproporzionato verso il debitore nasce dalla compassione da parte del padrone. Papa Francesco affermava che la compassione è il linguaggio di Dio in quanto vive assieme all’uomo le sue difficoltà, i suoi problemi. La compassione si traduce in misericordia, ovvero in perdono, nel condono dei debiti. Continuamente Dio agisce così dando ulteriori possibilità di ricominciare di nuovo, cercando di assimilare e riuscire a trasformare i nostri caratteri, i nostri modi affinché questi diventino più simili a quelli suoi. Nella parabola invece si assiste al contrario; colui che perdonato doveva a sua volta aver imparato questa importante lezione si comporta in modo completamente inverso. Ogni esperienza va metabolizzata ed interiorizzata affinché possa servire da insegnamento e aiutarci nel proseguire la nostra vita evitando di ripetere certi peccati. Il perdono che Dio ci offre è sempre sproporzionato riguardo il nostro peccato. Il perdono è una guarigione del cuore affinché la persona che lo possiede possa praticare l’umiltà, la generosità, la giustizia, la pace. Per questi motivi non dobbiamo focalizzarci sui torti subiti, quanto sulle attenzioni d’amore ricevute per essere a nostra volta misericordiosi verso chi ci chiede perdono. Il perdono è la condizione liberante per vivere l’oggi e costruire il domani nell’accogliere Cristo uomo nuovo e con lui rendere nuova la nostra umanità. Questo processo non è avvenuto dentro la coscienza del servo perdonato, una novità mancata che gli ha tolto tutta la sua libertà. Non lasciamoci imprigionare dai nostri rancori dai desideri di vendetta perché anche noi corriamo il rischio di perdere la nostra libertà, quella che ci rassicura e guarisce le ferite in quanto colma dell’amore di Dio, un amore che nonostante tutti i nostri sbagli, Dio continua a donare.

Don Giuliano

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