Commento al Vangelo di Don Giuliano : Cristo Re dell’Universo

CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Lo sappiamo da sempre che in questa solennità si parla del giudizio e proprio per questo motivo da una parte non ci piace essere giudicati e dall’altra c’è in noi la ricerca della giustizia. Desideriamo giustizia in un mondo che l’uomo da tempo ha reso ingiusto: troppe disparità, troppa povertà, troppa menzogna, troppo male. Non possiamo desiderare la nostra felicità, mentre nel mondo non c’è pace e ci sono conflitti a non finire. Desideriamo la pace per tutti come sogna Dio che continua a donare pace, ma molti non l’accolgono. Ci sono gesti semplici da compiere, che esaltano la bellezza, la solidarietà, la carità, il perdono e l’amore, che esitiamo a mettere in pratica in quanto pensiamo solo a noi stessi. Il Signore invece ci ha spiegato che compiere certi gesti come Lui ci ha insegnato significa compierli verso di Lui; così facendo saremo riconoscibili agli occhi dell’umanità e agli occhi suoi, con il desiderio di meritare quell’appellativo e quella accoglienza riservata ai “benedetti del Padre mio”. In cambio di una condotta altruista l’uomo riceverà l’eredità del Padre, un compenso sproporzionato per semplici e modeste azioni compiute per amore, nel Suo nome. Questa solennità non vuole formalmente esaltare la grandezza di Dio, Egli non ne ha bisogno, è per richiamarci al nostro ruolo di figli, nel riconoscere sempre Dio quale Signore della nostra vita, riconoscersi sempre protetti dalle sue mani che ci hanno creato. Si tratta di compiere atteggiamenti semplici e piccoli, ma che diventano pesanti e complicati quando permettiamo al male di entrare in gioco. Il male infatti ha la capacità di disorientarci, nel non farci ben vedere le cose, nel non farci riconoscere la presenza di Dio in quelle povertà e situazioni umane più drammatiche. Dio invece abita lì, ce lo ha sempre detto. Ed è proprio nella situazione di maggiore peso umano, esistenziale, che il male gioca le sue carte migliori e nel guardare alle povertà, alla malattia, all’odio e alla morte ci tenta: perché Dio non fa nulla? Dov’è Dio di fronte a certe sofferenze? È proprio lì dentro. Occorre amore da parte nostra, perché se anche i nostri occhi lo scorgessero nel prossimo non è sempre detto e non è automatico il nostro impegno. Se pur non appare la signoria di Dio sul mondo e sulla storia, essa è fondata sul continuo rapporto fra il pastore e il suo gregge e ogni singola pecora che lo compone (prima lettura). Dio non rivendica il possesso del gregge perché è suo in quanto Lui lo ha creato, ma rivendica la bontà e il bene di ogni sua creatura verso la quale Egli manifesta tutte le sue cure. Come per una malattia si ricercano delle cure, così anche verso i nostri egoismi; Dio ci aiuta a superarli, pensando a Lui, che in un certo modo permette a noi di giudicarci prima del suo giudizio: ogni volta che abbiamo fatto qualcosa di buono nei confronti dei fratelli più piccoli, l’abbiamo fatto al Signore. Come quando utilizziamo la prova del nove per verificare l’esattezza di un risultato di un’operazione aritmetica, così verifichiamo i nostri comportamenti alla luce dei comandamenti. Fuggiamo la logica dei comportamenti tiepidi e indifferenti; non attendiamo il nostro ultimo giorno per essere giudicati, i giorni decisivi sono questi, è adesso.

Don Giuliano

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