Commento al Vangelo di Don Giuliano : XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XX DOMENICA TEMPO ORDINARIO

In queste ultime domeniche abbiamo ascoltato discorsi e parabole di Gesù proclamate per interrompere la corsa verso quella logica che mette al primo posto se stessi, le proprie ricchezze e sicurezze e che alla fine escludono Dio. L’ascolto della parola di Gesù investe la nostra vita a livello interiore, spirituale e morale, coinvolgendoci in una lotta che interessa la nostra coscienza, una lotta preannunciata dalla profezia di Simeone a Maria: “Costui è per la rovina di molti in Israele”. Se non avvertiamo tale coinvolgimento vuol dire che qualcun altro si è impadronito di noi e ci muove come burattini senza farcelo percepire. Gesù è venuto a trasmettere l’amore del Padre verso ogni sua creatura, un amore che scalda i cuori, un amore impresso in noi come il fuoco, secondo quanto riportato agli inizi del Vangelo secondo Luca, nell’espressione relativa al battesimo in “Spirito Santo e fuoco”, che attraverso il sacramento anche noi abbiamo ricevuto, ma che purtroppo il peso del peccato è capace di spegnere. Quando parliamo di fede spesso non osiamo né ammetterla, né escluderla, segno evidente che non stiamo operando nessuna scelta e che rischiamo di soffocare in noi la passione per Dio; ci sottraiamo dall’alimentare la fede nella nostra vita così come l’ossigeno alimenta la fiamma del fuoco. Il Signore vive in sé una lotta per far prevalere la verità nella ricerca di Dio; è appassionato nella sua missione, si dice angosciato finché non sia compiuta in lui la volontà del Padre, un’angoscia che si accentuerà nell’orto degli ulivi e culminerà sulla croce. Il Signore dice con la sua presenza la comunione con il Padre e consegnerà a Pasqua la pace ai suoi discepoli e all’umanità, una pace che sarà sempre contrastata dal male presente nel mondo. L’amore grande e forte del Signore ha scatenato la reazione del male che continua ad accentuare conflitti, divisioni e morte. Anche il vivere la Chiesa e nella Chiesa comporta difficoltà così come vediamo accadere all’interno delle famiglie dove non si riesce più a vivere la dimensione della fede. Le giovani generazioni sono bersagliate da tanti messaggi che addomesticano le loro coscienze e spesso interrompono il loro cammino di fede, che ricordiamo, non riguarda una porzione della vita, ma tutta la vita: dove manca l’ossigeno il fuoco si spegne, si spegne la passione verso Dio e il cuore diventa arido e muore, così è sclerocardia della fede. Occorre impegnarsi a non vivere passivamente la vita o godere delle condizioni favorevoli della vita senza ricercare l’origine della vera bellezza che risiede in Dio. Così rischiamo di giocarci tutto senza poi aver vissuto il senso della vita stessa e di rimanere abbandonati alla mercé di logiche che ci allontanano gli uni gli altri, soprattutto da Dio. 

Don Giuliano

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